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Alla scoperta di ...Gorga
Gorga domina
dall'alto dei 766 di altezza sul livello del mare, tutta l'alta e
media Valle del fiume Sacco. Sorge su uno spuntone di roccia che è
una sorta di balcone naturale da cui si gode uno splendido ed ampio
panorama. Nei giorni in cui il cielo è particolarmente terso lo
sguardo si spinge a vedere il profilo dei Colli Albani ad occidente e
dei Monti Predestini a Nord e degli Ernici ad oriente.

Gorga nel tempo
Agli abitanti
autoctoni dei monti Lepini, circa 5000 anni a.C., si unirono i
bellicosi e fieri Volsci che, nel V sec., si opposero energicamente ai
Romani. Nel succedersi delle guerre tra i due popoli si colloca la
nota saga di Coriolano. Il territorio lepino fu alla fine colonizzato
dai Romani. Nei territori montani di Gorga e del confinante Carpineto
si rivengono tracce di mura poligonali come in contrada Tolfo. Nel
periodo feudale il monastero benedettino di Villamagna acquistò una
parte del castello e Gorga divenne "castrum" e vassallo di
tale monastero. Ma, per volere di Bonifacio VIII, passò sotto la
giurisdizione del Capitolo di Anagni. Dopo varie vicissitudine il
centro fu acquistato prima dal Duca Camillo Conti di Segni, quindi dai
Conti di Ceccano e poi dai Pamphili e dai Doria.
Itinerari
naturalistici ed ambientali
Partendo dal centro
abitato, il visitatore può scegliere itinerari escursionistici di
facile percorrenza, in uno scenario che continuamente cambia
prospettiva e che evoca sempre nuove suggestioni ed emozioni. Si
possono attraversare boschi di querce, cerri, e nelle pendici più
elevate del monte S. Marino (1387 metri) e del monte Alto (1416
metri), di faggi splendidi per l'eleganza della loro struttura lignea
e l0ombralità delle fronde. In un contesto ambientale a struttura
carsica, si attraversano avvallamenti, doline e si incontrano anche
grotte ipogee di interesse speleologico. La grotta più citata è
quella censita come "Inghiottitoio di Campo di Caccia". La
tappa più affascinante in questo itinerario naturalistico è il
fontanile di Cania (1134 metri), alimentato dalla sorgente del monte
S. Marino (1210).

Gastronomia e
prodotti caratteristici
Un tempo Gorga era
rinomata per le prelibate carni di abbacchi e di capretti alimentati
dal latte delle greggi che pascolavano allo stato brado e si cibavano
dei sapidi foraggi di montagna. Anche i prodotti caseari avevano
profumi e sapori tipici. Come in tante altre località montane
l'allevamento degli ovini, dei caprini e dei suini, nonchè la coltura
di viti ed ulivi è in fortissima contrazione. Tutti i prodotti sono
di nicchia. Si acquistano solo dietro ordinazione. Nel sottobosco dei
lecci, querce, dei faggi, nelle stagioni favorevoli crescono funghi
porcini, galletti, ovoli. Ad essi si possono abbinare tartufi estivi e
costosissimi tartufi neri pregiati invernali. Nei ristoranti vengono
servite le fettuccine lavorate a mano ed impastate con farina di grano
duro e con uova di produzione casereccia. La cucina gorgana offre
delle gustose specialità, tramandate di generazione in generazione:
gli gnocchetti, le carni di abbacchi e capretti al forno e alla
griglia, il marito, un piatto dei poveri e che viene riproposto nelle
sagre. Il pranzo si conclude di norma con un saporitissimo dolce
tipicamente gorgano: la mantovana.
di
Giacomo Benedetti Sintesi dalla rivista mensile I Lepini mese
Novembre 2005
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